Sapevi che la meditazione potrebbe avere effetti non solo sulla mente, ma anche sui processi biologici legati all’invecchiamento?
Esistono ormai numerosi studi sugli effetti della meditazione sul corpo e sul benessere psicofisico. Alcune ricerche hanno inoltre osservato una possibile relazione tra la pratica meditativa e i processi di invecchiamento cellulare.
Tra gli indicatori più studiati dell’invecchiamento biologico ci sono la lunghezza dei telomeri e l’attività della telomerasi.
I telomeri sono strutture protettive situate alle estremità dei cromosomi e hanno il compito di proteggere il DNA durante la divisione cellulare. Ad ogni divisione, i telomeri tendono ad accorciarsi; l’enzima telomerasi può invece contribuire a mantenerne la lunghezza.
Quando i telomeri diventano troppo corti, la cellula perde progressivamente la capacità di dividersi normalmente. Per questo motivo, la lunghezza dei telomeri viene considerata uno degli indicatori dei processi di invecchiamento cellulare.
E cosa succede a chi medita?
Lo studio che prendiamo in considerazione ha confrontato un gruppo di meditatori di lunga data con un gruppo di controllo.
Nel gruppo di controllo è stata osservata una significativa relazione inversa tra età e lunghezza dei telomeri: con l’aumentare dell’età, i telomeri tendevano a essere più corti.
Nel gruppo dei meditatori a lungo termine, invece, questa relazione non è stata osservata: la lunghezza dei telomeri non risultava più associata all’età.
È un risultato sorprendente.
Gli stessi autori sottolineano che la dimensione del campione era limitata e che il risultato deve quindi essere interpretato con cautela. Non dimostra che la meditazione «fermi» l’invecchiamento, ma suggerisce una possibile relazione tra una pratica meditativa prolungata e alcuni processi dell’invecchiamento biologico.
Il ruolo dello stress
Un altro elemento interessante riguarda lo stress cronico.
Lo stress psicologico prolungato e alcuni eventi di vita particolarmente stressanti sono stati associati all’accorciamento dei telomeri dei leucociti. Al contrario, diverse abitudini legate a uno stile di vita sano sono state associate a una maggiore lunghezza dei telomeri o a un loro più lento accorciamento.
Anche precedenti ricerche hanno osservato una relazione tra yoga, meditazione e lunghezza dei telomeri. In alcuni studi, inoltre, la meditazione di consapevolezza è stata associata a una maggiore attività della telomerasi.
I possibili meccanismi sono ancora oggetto di studio. Tra le ipotesi vi sono la riduzione dello stress, la modulazione della risposta neuroendocrina, la diminuzione dello stress ossidativo e delle vie infiammatorie.
Ma la meditazione non nasce per farci vivere più a lungo
Ed è qui che vale la pena fare una distinzione importante.
La vera finalità della meditazione è molto più profonda. Nella tradizione dello yoga, la meditazione è un percorso di ricerca interiore, di conoscenza di sé e, in ultima analisi, di ricerca spirituale.
La salute, il rilassamento, una maggiore stabilità mentale e persino i possibili effetti sui processi di invecchiamento sono, per così dire, piacevoli effetti collaterali di questo percorso.
Non meditiamo per avere telomeri più lunghi.
Ma è interessante scoprire che, mentre cerchiamo qualcosa che va molto oltre il corpo, anche il corpo può trarne beneficio.
i link su aricoli in inglese: